Listeria, cosa cambia per le imprese: Federcarni e Fipe fanno il punto con ATS Insubria

A Varese l’incontro formativo con la Dott.ssa Paola Corona sulle nuove disposizioni europee per gli alimenti pronti al consumo. Al centro shelf-life, monitoraggio ambientale e aggiornamento dei sistemi di autocontrollo

Un momento di aggiornamento dedicato a un tema di grande importanza per le imprese del comparto alimentare. Si è svolto lunedì 5 ottobre, nella sede di Confcommercio Varese, l’incontro promosso da Federcarni provincia di Varese insieme a Fipe provincia di Varese sulle nuove disposizioni europee relative alla gestione del rischio da Listeria monocytogenes.

Circa 50 gli operatori che hanno seguito l’appuntamento, tra partecipazione in presenza e collegamento online, a conferma dell’interesse suscitato da un tema particolarmente rilevante per le attività del settore.

A guidare l’approfondimento è stata la Dott.ssa Paola Corona, Direttore del Dipartimento Veterinario e Sicurezza Alimenti di Origine Animale di ATS Insubria, che ha illustrato le principali novità introdotte dal Regolamento UE 2024/2895 e le ricadute operative per gli operatori del settore alimentare.

Il punto centrale emerso è chiaro: non cambiano i limiti microbiologici previsti per la Listeria, ma cambia il modo in cui l’operatore deve dimostrare la sicurezza del prodotto. Dal 1° luglio 2026 la valutazione riguarda infatti l’intero periodo di conservabilità dell’alimento e la capacità dell’OSA di documentarne la conformità fino alla fine della shelf-life.

Dalla classificazione del prodotto alla shelf-life

Particolare attenzione è stata dedicata agli alimenti Ready-To-Eat (RTE), cioè destinati al consumo diretto senza ulteriori trattamenti in grado di eliminare o ridurre i microrganismi presenti.

Per gli operatori diventa quindi fondamentale classificare correttamente i prodotti, stabilire se supportino o meno la crescita della Listeria monocytogenes e definire una shelf-life adeguatamente giustificata e documentata.

A supporto della conformità possono essere utilizzati diversi strumenti, dalla letteratura scientifica ai dati storici, fino alla microbiologia predittiva, ai challenge test e agli studi di durabilità, secondo un approccio proporzionato al rischio.

Monitoraggio ambientale e HACCP

Ampio spazio è stato dedicato anche al monitoraggio degli ambienti di lavorazione, fondamentale per intercettare eventuali contaminazioni persistenti e verificare l’efficacia delle procedure di pulizia e sanificazione.

Le nuove disposizioni comportano inoltre la necessità di riesaminare e aggiornare il sistema di autocontrollo HACCP, con particolare attenzione alla classificazione dei prodotti, alla definizione della shelf-life e alla documentazione a supporto delle scelte aziendali.

Classificare, dimostrare, documentare

Tre parole hanno sintetizzato il messaggio conclusivo dell’incontro: classificare, dimostrare e documentare.

L’obiettivo è passare dalla semplice verifica della conformità del prodotto alla capacità di dimostrare che questo rimanga conforme e sicuro durante tutto il periodo di conservabilità dichiarato.

L’incontro promosso da Federcarni e Fipe provincia di Varese ha rappresentato così un’importante occasione di confronto diretto tra imprese e autorità sanitaria, offrendo agli operatori indicazioni concrete per affrontare correttamente i nuovi adempimenti e rafforzare la sicurezza alimentare nelle proprie attività.

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