FIRENZE – Un nuovo patto di filiera tra produzione, distribuzione commerciale e istituzioni per sostenere il sistema moda italiano, rilanciare i consumi e garantire un futuro sostenibile all’intero comparto. Ma anche misure concrete a favore dei negozi di prossimità, a partire da un bonus moda per gli acquisti, dalla riduzione dell’Iva e da crediti d’imposta sulle locazioni commerciali e sulle rimanenze di magazzino.
È questo il messaggio emerso oggi, a Pitti Uomo, dall’incontro promosso da Federazione Moda Italia-Confcommercio dal titolo «Nuovi equilibri tra produzione e negozi di moda: strategie per un futuro sostenibile».
Un appuntamento di confronto nazionale che ha ribadito la necessità di ricostruire un dialogo forte e stabile tra chi produce, chi vende e chi è chiamato a definire le politiche di sostegno al settore. All’incontro ha partecipato anche Cristina Riganti, presidente provinciale di Federmoda Varese e consigliera nazionale di Federazione Moda Italia-Confcommercio.
Riganti: «Anche da Varese deve arrivare un contributo forte»
«La filiera della moda ha bisogno di ritrovare coesione, fiducia e capacità di lavorare insieme», sottolinea Cristina Riganti (nella foto con i colleghi del consiglio nazionale di Federmoda, al centro di fianco al presidente Giulio Felloni). «Anche dalla provincia di Varese, dove i negozi di vicinato rappresentano un presidio fondamentale per i centri urbani e per le comunità, deve arrivare un contributo forte: difendere il dettaglio moda significa difendere qualità, servizio, professionalità e identità del territorio».

Misure concrete per negozi, consumi e occupazione
Accanto al richiamo alla coesione della filiera, Federazione Moda Italia-Confcommercio ha avanzato una serie di proposte operative per sostenere i negozi di prossimità e rilanciare i consumi nel comparto moda.
Tra le misure indicate figurano l’introduzione di un bonus moda per incentivare gli acquisti nei negozi di vicinato, la riduzione dell’Iva, il credito d’imposta sulle locazioni commerciali e sulle rimanenze di magazzino, gli investimenti nella formazione del personale di vendita e l’istituzione di una Giornata della Moda Italiana.
Proposte che puntano a rafforzare il ruolo del dettaglio moda, sostenere le imprese nella gestione dei costi e valorizzare la professionalità di chi ogni giorno mantiene vivo il rapporto diretto con il consumatore.
Il ruolo dei negozi di prossimità
Nel corso dell’incontro, il presidente nazionale di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Giulio Felloni, ha richiamato l’attenzione sul ruolo centrale dei negozi di prossimità all’interno dell’ecosistema della moda italiana.
«I negozi di prossimità rappresentano un presidio economico, sociale e culturale indispensabile per la vitalità e la sicurezza delle nostre città. Difenderli significa tutelare il Sense of Italy», ha dichiarato Felloni.
I punti vendita, è stato evidenziato, non sono soltanto luoghi di commercio, ma veri presìdi di relazione, competenza, qualità e identità. Un patrimonio che rende riconoscibile il modello italiano e che contribuisce alla tenuta dei centri urbani e delle comunità locali.
Il Tavolo della Moda e il gruppo di lavoro sul retail
Federazione Moda Italia-Confcommercio ha espresso apprezzamento per l’avvio del Gruppo di lavoro dedicato al Retail nell’ambito del Tavolo della Moda presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Uno strumento considerato fondamentale per affrontare le criticità del comparto e trasformare il confronto tra istituzioni, produzione e distribuzione commerciale in misure realmente applicabili. L’obiettivo è costruire una politica di sostegno capace di accompagnare le imprese nella transizione del mercato, rafforzare i negozi fisici e promuovere un modello di moda più sostenibile, competitivo e radicato nei territori.
Il messaggio del ministro Urso
All’evento è arrivato anche il messaggio del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a conferma dell’attenzione istituzionale verso un settore strategico per l’economia nazionale e per l’immagine dell’Italia nel mondo.
La presenza del Ministero, attraverso il contributo inviato dal ministro e l’intervento dell’onorevole Fabio Pietrella, componente della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati e consigliere del ministro Urso, ha confermato l’importanza di un dialogo strutturato tra imprese, rappresentanza e istituzioni.
A Pitti il confronto tra produzione e distribuzione
L’incontro si è svolto dopo il messaggio del presidente di Confcommercio Carlo Sangalli e il benvenuto dell’amministratore delegato di Pitti Immagine Ivano Cauli.
Sono intervenuti, insieme al presidente Felloni, Fabio Pietrella, Pierre Talamon, presidente della Fédération Nationale de l’Habillement, Marco Angeloni, CEO di Raffaele Caruso S.p.A., Annalisa Calabrese, amministratore di Incra Srl Calabrese 1924, e Angelo Fumarola, direttore strategico di I.co.man 2000 S.r.l. – BerWich.
Pitti Uomo si conferma così uno dei pochi luoghi in cui produttori e dettaglianti possono ancora confrontarsi direttamente. Un confronto oggi più che mai necessario per costruire una politica di coesione, innovazione e rispetto reciproco.
«Solo attraverso un patto di lealtà tra chi produce e chi vende — ha concluso Felloni — potremo affrontare le sfide di un mercato sempre più competitivo, garantendo un futuro alla moda italiana e alle comunità che il nostro settore contribuisce ogni giorno a far vivere».