Dal 2035 stop ai motori termici

Arrivata la decisione del Comitato per la transizione ecologica. Il “phase out” per i furgoni e i veicoli da trasporto commerciale leggeri sarà invece entro il 2040.
In Italia arriva lo stop per i motori a combustione interna, in linea con le indicazioni dell’Unione europea che chiedeva di tagliare i gas serra del 55% entro il 2040. La decisione è stata presa il 10 dicembre scorso durante la quarta riunione del Cite (Comitato interministeriale per la transizione ecologica, ndr) presieduta dal ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani. Tra i presenti anche i ministri delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, e dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti.
Un passo importante per il processo di decarbonizzazione intrapreso dall’attuale governo per un’energia più sostenibile. Il “phase out” della nuove automobili con motore a combustione interna dovrà quindi avvenire entro il 2035, mentre per i furgoni e i veicoli da trasporto commerciale leggeri la data ultima sarà il 2040.

Valorizzazione veicoli elettrici
«Vanno valorizzati i veicoli elettrici e a idrogeno», ha scritto il governo in una nota, mentre per quanto riguarda i costruttori di nicchia, come ad esempio ad esempio il restauro di macchine d’epoca, verranno introdotte «misure specifiche da valutare con la Commissione europea all’interno delle regole comunitarie».
Unrae: «Manca una strategia chiara»
«La scelta del governo potrebbe essere condivisibile solo se fosse accompagnata da investimenti pubblici per sostenere il settore automotive in Italia da qui ai prossimi 10 anni». Questo il commento di Unrae, l’Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri, che ha aggiunto: «La Legge di bilancio attualmente in discussione in Parlamento poteva essere l’occasione per garantire a consumatori e imprese le risorse necessarie ad acquistare nuovi veicoli a zero o ridotte emissioni».
La decisione sui motori termici appare, secondo l’Unrae, troppo affrettata perché manca un chiaro programma per affrontare la tanto agognata transizione ecologica. L’obiettivo di riduzione delle emissioni è condiviso, ma per farlo servono gli strumenti per raggiungerlo.

L’Unione ha quindi inviato al governo una serie di proposte sull’argomento:

  • infrastrutturazione massiccia;
  • l’introduzione di incentivi per l’acquisto di veicoli di ultima generazione e per la rottamazione di quelli inquinanti;
  • una riforma fiscale per liberare le imprese dalla penalizzazione su detraibilità e deducibilità per i veicoli aziendali.

Assopetroli: «Serve un tavolo tecnico»
Sulla stessa lunghezza d’onda troviamo anche Assopetroli-Assoenergia, l’Associazione che rappresenta circa mille imprese attive nei comparti del commercio di carburanti e dei servizi per l’efficienza energetica aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia.
«La notizia ci ha colto di sorpresa, destando sconcerto e allarme», ha commentato il presidente Andrea Rossetti in una nota indirizzata al presidente del Consiglio, Mario Draghi, e ai ministri per la Transizione ecologica, Roberto Cingolani, dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, e dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco.
«Il suddetto annuncio – continua la nota – qualora fosse confermato, è in netto contrasto con le numerose dichiarazioni rese pubblicamente dal Governo nelle scorse settimane. Lo stesso comunicato, inoltre, lancia messaggi in contraddizione tra di loro, sui quali è doveroso e urgente che il Governo faccia chiarezza».
Assopetroli chiede dunque al Ministero per la Transizione ecologica di indire «il già annunciato e mai convocato tavolo tecnico della filiera distributiva per la gravità degli effetti dei provvedimenti all’orizzonte in vista della phase out dei motori endotermici». In mancanza di confronto, valuterà «ogni forma di azione e mobilitazione a propria tutela».

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