Rincaro carburanti: effetto guerra devastante per il terziario

Lo scoppio della guerra in Ucraina il 24 febbraio scorso ha innescato una forte instabilità al rialzo dei prezzi dell’energia, già in atto, da mesi, con incrementi di circa il 50% delle quotazioni del gas e dell’elettricità sui mercati internazionali. Conseguentemente, l’impatto sulla bolletta energetica di famiglie e imprese diventa sempre più pesante e difficilmente sostenibile. In particolare, per le imprese del terziario di mercato dei settori del commercio, della ricettività e della ristorazione un aggravamento del conflitto, con l’eventuale interruzione delle forniture di gas dalla Russia, potrebbe comportare una spesa energetica di quasi 30 miliardi di euro nel 2022, con un incremento di oltre il 160% rispetto al 2021.

Sono dunque sempre più urgenti misure strutturali per risolvere i nodi del nostro sistema energetico, a cominciare dalla riduzione della dipendenza dalle forniture estere, dalla revisione della fiscalità energetica e dall’abbattimento degli oneri generali di sistema.

È quanto si legge in una nota di Confcommercio che, in collaborazione con Nomisma Energia, ha stimato gli effetti del conflitto in Ucraina sulle imprese del terziario di mercato.

Autotrasporto

Nel settore dei carburanti i rincari, già oggi, stanno profondamente colpendo la funzionalità della filiera dei trasporti e della logistica, a cominciare dall’autotrasporto.

Sono tre gli scenari ipotizzabili.

Primo scenario: con una stabilizzazione dell’attuale situazione, la spesa annua complessiva dell’autotrasporto per il gasolio aumenterebbe rispetto al 2021, di 7mld €, con un maggior onere per ciascun veicolo pesante in media di circa 13.000€.

Secondo scenario: nel caso di interruzioni delle esportazioni russe, o per danni bellici o sanzioni economiche, con prevedibili quotazioni del gasolio alla pompa prossime a 2,5€ per litro, si può stimare che il conseguente incremento di spesa annua per l’autotrasporto nel 2022, rispetto al 2021, raggiungerebbe 21mld €, con un maggior onere unitario, per ciascun veicolo pesante, nell’ordine di 42.000€.

Terzo scenario: con un accordo duraturo di cessate il fuoco, è possibile prevedere che le tensioni finora accumulate nei mercati dei carburanti possano rientrare, consentendo alla spesa per gasolio dell’autotrasporto nel 2022 di rimanere sostanzialmente invariata rispetto al 2021.

Le proposte di Confcommercio

Sul fronte del caro carburanti, bene i primi interventi emergenziali introdotti a sostegno dell’autotrasporto dal recente “decreto bollette”. «E’ necessario, però, agire strutturalmente sul carico fiscale del settore e in prospettiva vanno introdotte alcune modifiche alle proposte europee del pacchetto “FIT for 55”, per evitare che i costi della transizione diventino insostenibili per le imprese italiane».

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