Federfiori si affida a Stefano Moretti. «Lavoreremo di squadra»

Il primo intervento sarà sulla tassa rifiuti: «A tutti i Comuni chiediamo l’applicazione di una fascia più bassa»

È Stefano Moretti (Ascom Busto Arsizio e Medio Olona, nella foto) il nuovo presidente di Federfiori Confcommercio provincia di Varese. Subentra a Ornella Clerici (Ascom Gallarate) che continuerà a dare il proprio apporto in qualità di vicepresidente. Completano il Consiglio altri due vicepresidenti: Laura Pravettoni (Ascom Saronno) e Alessandra Cellini (Varese).

Un gruppo di lavoro ristretto ma coeso, che lavorerà su un programma all’insegna della massima collaborazione.

Tassa rifiuti

In cima alla lista delle priorità c’è la tassa rifiuti. «I Comuni hanno la possibilità di intervenire, “retrocedendo” di una fascia la nostra categoria che, in base alla normativa nazionale, è ingiustamente equiparata ai ristoranti, ovvero ad attività che producono una quantità di rifiuti nemmeno paragonabile a quella dei fioristi». Alcune amministrazioni comunali sono già intervenute: a Busto Arsizio, ad esempio, un negozio di 100 metri quadrati paga 2mila euro all’anno. «Ma a Varese, con gli stessi spazi di vendita», evidenziano i consiglieri di Federfiori, «la tassa annuale arriva a 6mila euro». Ed ecco perciò l’intenzione di farsi portavoce con gli assessorati di tutto il Varesotto della richiesta di un calcolo differente dell’importo a carico dei fioristi.

Corsi e concorrenza sleale

Formazione e diversa regolamentazione delle attività agricole sono gli altri due argomenti sui quali la Federazione sarà in prima linea.

«Per quanto riguarda l’aggiornamento professionale», spiega Moretti, «puntiamo a portare sul nostro territorio una formazione di altissimo livello, chiamando a tenere i corsi “maestri” di fama e importanza nazionale».

Sul fronte degli operatori agricoli e dei florovivaisti, l’interlocutore sarà la Regione. «Oggi siamo in un regime di “concorrenza sleale”. Chiediamo regole chiare in materia di vendita al pubblico che per queste attività non può essere estesa a prodotti esterni. Le agevolazioni fiscali concesse a questo tipo di imprese hanno un senso solo se vengono poste delle limitazioni».

 

 

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