Pagamenti elettronici: siglato il protocollo per equità e trasparenza dei costi

Accordo sottoscritto anche da Confcommercio e Fipe con ABI e APSP (Associazione Italiana Prestatori Servizi di Pagamento) intorno al tavolo promosso dal MEF per dare attuazione alla legge di bilancio 2023 in tema di pagamenti elettronici

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L’obiettivo è quello di promuovere iniziative commerciali nei confronti degli esercenti, volte a ridurre l’impatto dei costi delle transazioni di basso valore, ovvero di importo non superiore a 30 euro.

Confcommercio: «Passo avanti per ottenere equità e trasparenza»

«Il protocollo rappresenta per le imprese un passo molto importante sul tema dell’equità e della trasparenza dei costi dei pagamenti elettronici che va, però, consolidato con un adeguamento complessivo della normativa sulla trasparenza». Dichiara Manfred Pinzger, vicepresidente di Confcommercio al tavolo del MEF per spronare la Legge di bilancio 2023 riguardante i pagamenti elettronici.

«L’accordo prevede, infatti, uno schema sintetico che rende per la prima volta comparabili tra loro le offerte promozionali di tutti gli intermediari e le condizioni applicate al termine delle promozioni. In questo modo le imprese sono finalmente più libere di scegliere e questo alimenta l’aspettativa di una mitigazione dei costi anche con un più frequente ricorso alla commissione-zero sui piccoli importi».

Fipe-Confcommercio: «Direzione decisa per tagliare i costi sulle microtransazioni e agevolare le piccole imprese»

A seguito della firma del protocollo d’intesa siglato con Abi e Apsp, Aldo Mario Cursano, vicepresidente vicario di Fipe-Confcommercio, dichiara: «La decisione del Governo di istituire con l’ultima legge di bilancio un tavolo finalizzato a ridurre i costi della moneta elettronica, in particolare per i micropagamenti e soprattutto per le piccole imprese, ha acceso un faro su una questione che andava affrontata con decisione. In questa direzione va il protocollo d’intesa siglato oggi dalle principali associazioni delle imprese e quelle dei soggetti che gestiscono i pagamenti».

«L’Italia è il Paese con il più alto numero di Pos installati, ma resta dietro per numero di transazioni, in particolare quando si tratta di micropagamenti – sottolinea Cursano – a testimonianza dell’iniquità della distribuzione dei costi, da sempre denunciata dalla nostra federazione, e che dimostra che siamo dinanzi ad una criticità reale e non ad un alibi di noi esercenti. Un sistema nel quale le commissioni arrivano anche ad azzerare i margini nella vendita di un caffè non è più tollerabile. Per questo motivo l’accordo di oggi segna un momento importante per garantire alle imprese una maggiore trasparenza e la possibilità di scegliere le soluzioni più convenienti, al fine di assicurare il servizio al cliente e contenere i costi».

I dettagli dell’accordo

Settori rappresentativi dell’economia italiana, tra cui Abi, Apsp, Confcommercio, Cna, Confartigianato, Confesercenti e Fipe, hanno raggiunto un accordo per la creazione del protocollo d’intesa per la mitigazione, la maggiore comprensibilità e comparabilità dei costi di accettazione di strumenti di pagamento elettronici.

L’accordo, favorevolmente valutato dall’Autorità garante per la concorrenza e il mercato (AGCM), mira a promuovere la digitalizzazione, modernizzazione e concorrenza dei servizi di pagamento. Questo sarà realizzato attraverso una maggiore chiarezza, confrontabilità e riduzione dei costi delle transazioni con strumenti di pagamento elettronici.

Il protocollo si applica ai soggetti che vendono prodotti o prestano servizi e sono tenuti ad accettare pagamenti tramite POS, con ricavi e compensi inferiori a 400.000 euro nell’anno precedente. In particolare, Abi e Apsp si impegnano a sollecitare i loro associati, che possono accettare pagamenti con carta presso i commercianti, a promuovere iniziative commerciali volte a ridurre i costi delle transazioni di basso importo (non superiore a 30 euro). Queste iniziative dovrebbero essere particolarmente convenienti per transazioni con un valore fino a 10 euro. La pubblicizzazione di tali iniziative durerà almeno 6 mesi, mentre la loro attuazione dovrà protrarsi per almeno 9 mesi.

Inoltre, i prestatori di servizi di pagamento che operano come “soggetti abilitati all’accettazione di pagamenti con carta presso gli esercenti” aderenti, per favorire la trasparenza, utilizzeranno uno schema standard allegato all’accordo per rappresentare in modo sintetico le condizioni delle offerte commerciali previste.

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A partire dal prossimo anno i Pos potrebbero essere resi disponibili all’interno di esercizi commerciali. La proposta è stata inserita nella Legge di Bilancio 2024, nell’ambito delle misure a favore dei piccoli comuni. Renderebbe possibile il prelievo tramite i terminali dei commercianti convenzionati... Leggi l’articolo.

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