Varese e soprattutto Luino tutti i mercoledì, giorno dello storico mercato, le mete preferite dagli stranieri. Ogni sabato il capoluogo fa il pieno di visitatori, Busto Arsizio è apprezzata dai suoi cittadini e dai milanesi, mentre Gallarate attira donne e uomini residenti nel Varesotto. Saronno, a causa della sua collocazione, ha una presenza di “utenti” regionali molto al di sopra della media.
E ancora: da lunedì a venerdì il giorno con il più alto numero di visitatori negli ultimi due mesi e mezzo è stato giovedì 31 ottobre, effetto “dolcetto o scherzetto”. Infine, le nostre città, in assenza di particolari eventi, si svuotano alla domenica e hanno nella mattina tra le 9 e le 11 e nel pomeriggio tra le 15 e le 17 gli orari di maggiore “appeal”, mentre la permanenza media è tra i 60 e i 120 minuti.
Il totale dei visitatori è stato di un milione e 137mila
Questo, in sintesi, il quadro che emerge dall’analisi dei dati delle presenze nei centri storici di Varese, Busto Arsizio, Gallarate, Saronno e Luino, rilevati dal sistema di monitoraggio di “Analytics WindTre per Confcommercio provincia di Varese”.
I flussi in esame vanno dal primo settembre al 15 ottobre, dalle 8 alle 20. Una lente di ingrandimento su un periodo di 75 giorni, quelli che precedono il Black Friday e la corsa ai regali natalizi, che permettono alla nostra Confcommercio, prima in Italia, di analizzare il territorio in modo dettagliato, considerando orari, età, genere, tipologia e provenienza dei visitatori.
Stranieri: l’effetto mercato a Luino e l’appeal di Varese
Se “dolcetto o scherzetto” ha attratto nei centri storici soprattutto visitatori comunali, ovvero residenti nel comune stesso, così non accade abitualmente, in particolare nelle piazze di Varese e Luino, dove le presenze di stranieri raggiungono cifre importanti.
La città di Piero Chiara al mercoledì, giorno del mercato più antico d’Europa, accoglie in un’unica giornata il 24 per cento degli oltre 68.843 stranieri (su un totale di 106.000) transitati in riva al lago a settembre, ottobre e nelle prime due settimane di novembre. Le provenienze? Ovviamente Svizzera (36.636) e Germania (18.727), ma anche Austria (2.668) e Olanda (2.177), cittadini di Paesi praticamente assenti nel resto del Varesotto.
Altra meta apprezzata da chi arriva da fuori confine è il centro storico di Varese: 67.000 stranieri su 338 mila visitatori complessivi.
Le altre città della provincia mostrano numeri più contenuti: Busto Arsizio con 16.167 visitatori, Gallarate con 20.743 e Saronno con 19.685. Questi Comuni traggono vantaggio dalla vicinanza all’aeroporto di Malpensa e a Milano, attirando principalmente lavoratori stranieri più che turisti.
Italiani: ai milanesi piace Busto e Saronno
Tra i visitatori italiani, prevalgono quelli provinciali (431.695). Ottimo anche il dato della provenienza regionale con i milanesi attratti da Busto Arsizio (42.288) e da Saronno (41.905) e con i comaschi (30.052) che per motivi di confine sono una presenza fissa nella Città degli Amaretti.
Visitatori provinciali: Gallarate al top
Restando al dato provinciale, sempre non considerando i residenti nelle aree di monitoraggio e i lavoratori, è Varese a guidare la graduatoria con 146.321 utenti unici, seguita ad appena 5 mila unità in meno da Gallarate che con 141.065 presenza si conferma la città più attrattiva nel sud della provincia.
Visitatori della propria città
Il centro storico di Busto risulta il più apprezzato dai bustesi che con 52.852 persone monitorate da sola copre un terzo dei visitatori comunali nelle cinque città (145.000).
Sabato: Varese senza rivali
Analizzando i flussi nei singoli giorni della settimana, il sabato è nelle cinque città quello con maggiore numero di visitatori. Varese primeggia in quanto a presenze nel primo giorno del week-end con il 17,3 per cento sul totale dei cinque centri storici, Saronno fanalino di coda (13,9). Gallate ha nel martedì (15,5) e nel venerdì (15,2) la sua migliore performance, con una concentrazione di utenti nel tardo pomeriggio: effetto aperitivo e di un’offerta di locali unica.
Il giorno meno “vissuto” della settimana risulta essere il giovedì, l’unico a non toccare mai la soglia del 15 per cento, bene oltre ai venerdì anche i martedì.
Infine, le domeniche, in assenza di particolari eventi, sono la nota dolente per tutte le nostre principali piazze.
Su questo dato incide evidentemente la chiusura di buona parte dei negozi che nella nostra provincia, anche nelle aree con un interesse turistico, stentano ad estendere l’apertura all’ultimo giorno della settimana.