I Professionisti guardano al futuro e presentano le loro proposte

A fare gli onori di casa il presidente nazionale Carlo Sangalli (QUI il suo intervento) e la presidente di Confcommercio Professioni Annarita Fioroni (LEGGI la sua relazione). Presente il nostro presidente provinciale Roberto Lopresti.

Di seguito le proposte formulate.

POLITICHE ATTIVE E SOSTEGNO NELLE TRANSIZIONI OCCUPAZIONALI

Rispetto all’esigenza di tutela del reddito per la riduzione o sospensione delle attività lavorative per gli iscritti alla Gestione separata Inps, un notevole passo in avanti è stata l’introduzione, anche se solo in via sperimentale, dell’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO), ma ne occorre un monitoraggio al fine di puntare a ridurre l’aliquota di contribuzione aggiuntiva per l’annualità 2023.

Va inoltre ampliata la platea dei destinatari di questo ammortizzatore sociale che deve essere reso strutturale; le associazioni di rappresentanza delle professioni devono essere coinvolte a tutti i livelli, nazionale e regionale, nella definizione dei percorsi di formazione per la parte dell’ISCRO relativa alla riqualificazione professionale; con riferimento all’estensione ai lavoratori autonomi professionali delle misure del Programma GOL volte a sostenere l’occupabilità, dato che si rivolgono solo a chi ha cessato l’attività, è auspicabile che si possa aprire un confronto su un modello di riqualificazione attraverso la formazione anche per lavoratori che non hanno chiuso la Partita Iva e versano in difficoltà lavorativa, ma non hanno i requisiti per l’ISCRO; si attende l’attuazione dello Sportello del lavoro autonomo con un ruolo per le Associazioni a livello territoriale, secondo quanto previsto dalla legge n. 81 del 2017.

RAFFORZARE LA TRANSIZIONE 4.0 DELLE PROFESSIONI

E’ necessario potenziare la transizione 4.0 dei professionisti, rafforzando l’intensità agevolativa del credito d’imposta per le spese in beni strumentali materiali e  beni immateriali che hanno determinati requisiti tecnologici indispensabili per innalzare il livello digitale dei servizi offerti dalle professioni; includere i professionisti nella platea dei beneficiari del credito d’imposta per la formazione 4.0 riconoscendo ai professionisti qualificati la possibilità di erogare la stessa formazione alle imprese; positiva l’estensione del voucher connettività per i professionisti, ma occorrerebbe rifinanziare il voucher per la digitalizzazione, con la previsione di un sostegno a lavoratori autonomi e PMI per l’acquisto di servizi di consulenza e formazione per la competitività e la ripresa.

EQUO COMPENSO PER TUTTI I PROFESSIONISTI

E’ necessaria la valorizzazione della qualità del servizio, anche per i professionisti non organizzati in ordini o collegi, e l’individuazione di parametri specifici per la determinazione del compenso equo; deve, a tal proposito, essere chiarito e rafforzato l’ambito di applicazione della normativa vigente in materia di equo compenso nei confronti della Pubblica Amministrazione; riteniamo che il Parlamento debba riprendere l’esame della proposta di legge sull’equo compenso, benché è opportuno che ad essa siano apportati dei correttivi per operare una completa e appropriata equiparazione tra professionisti ordinistici e non ordinistici.

PREVIDENZA COMPLEMENTARE, WELFARE E QUALITÀ DELLA VITA

Dal lato del welfare, è necessario incentivare l’adesione alle forme di sanità integrativa da parte dei lavoratori professionisti iscritti alla Gestione separata INPS, e ricorrere, laddove possibile, agli strumenti bilaterali già esistenti per assicurare ai lavoratori autonomi coperture previdenziali e sanitarie integrative a quelle offerte dal sistema pubblico; i professionisti devono essere destinatari di misure per il sostegno alla genitorialità e va promosso un welfare per la conciliazione vita-lavoro. Ad esempio, per questo periodo di crisi, risponde alle nostre richieste la previsione contenuta nella legge di bilancio 2022 relativa al riconoscimento dell’indennità di maternità per ulteriori 3 mesi alle lavoratrici autonome con redditi bassi.

MISURE FISCALI

Servono subito ulteriori moratorie dei versamenti fiscali con rateizzazioni straordinarie per l’assolvimento dei debiti accumulati; per mantenere l’attuale regime forfettario di tassazione, occorre una riduzione del coefficiente di redditività, perché i professionisti sopportano costi maggiori, soprattutto di formazione, rispetto a quelli riconosciuti dal legislatore. Sarebbe opportuna, inoltre, la previsione di un equo periodo transitorio a tassazione ridotta in caso di incremento di fatturato oltre il limite previsto, finalizzato ad un graduale approdo al regime ordinario di tassazione; si  sottolinea che va risolta la criticità per cui sono tuttora escluse le associazioni o le società tra professionisti dall’applicazione del regime forfettario; dato ormai per conclamato il fatto che l’automobile è uno strumento di lavoro per la quasi totalità  dell’uso che ne fa il professionista, occorre anche prevedere la possibilità di maggiori deduzioni per gli acquisti del veicolo e le spese connesse al suo utilizzo; auspicabile è anche l’attuazione della riforma dei codici ATECO per garantire che ogni professionista abbia un codice realmente corrispondente all’attività in concreto svolta; si considera, infine, positivo il superamento dell’IRAP per le persone fisiche, con l’auspicio che anche le forme associative e le società tra professionisti ne siano presto escluse.

CONSENTIRE AI PROFESSIONISTI DI CREARE “RETI”

È indispensabile consentire ai lavoratori autonomi professionali di creare “reti” e per questo occorre chiarire la disciplina da applicare: è infatti attualmente impossibile iscrivere il contratto di rete tra soggetti che svolgono attività professionale, non iscritti al registro delle imprese.

COMPETENZE PER COMPETERE

Nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), dare protagonismo ai  professionisti fornendo strumenti idonei per sfruttare le possibilità della tecnologia e del digitale nel nuovo scenario; puntare sulle nuove professioni dei settori emergenti, a partire dalle professioni del digitale fino ai cosiddetti green jobs; positiva la  procedura di iscrizione al Portale inPA per il reclutamento dei professionisti chiamati all’attuazione del PNRR, procedura che va monitorata per consentire sempre un migliore accesso al fine di assicurare trasparenza e aggiornamento costante. In tal senso, si ricorda  la firma del protocollo d’intesa tra Confcommercio e Confcommercio Professioni con il Ministero della Pubblica amministrazione, con cui è stata avviata una collaborazione per implementare le funzioni specifiche di ricerca nell’ambito del Portale, in modo da selezionare i professionisti interessati a tali opportunità; occorre, inoltre, investire sul capitale umano, attraverso il rafforzamento del sistema scolastico e universitario, post laurea e della formazione continua e manageriale, prevedendo l’ingresso delle professioni nei percorsi educativi e formativi con gli strumenti dell’alternanza scuola-lavoro, tirocini e apprendistato; va riconosciuto, altresì, maggior rilievo al ruolo svolto dalle associazioni di professionisti non regolamentati, in base alla Legge n.4 del 2013, per la valorizzazione dei servizi professionali e occorre puntare alla  riconoscibilità delle competenze del lavoratore autonomo professionale sul mercato, anche attraverso la certificazione di conformità alle norma tecniche UNI. In questo senso, riteniamo necessario un intervento legislativo per precisare le modalità di una co-esistenza di certificazioni delle competenze su base volontaria e certificazione pubblica.

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